Pollution: una rivoluzione che dura da 46 anni

E’ stato presentato a Bologna presso MC A Architects, il progetto “Pollution 2018”

Sono gli anni Settanta e da un’idea della Fondazione Iris nasce Pollution un’azione artistica rivoluzionaria per riflettere sull’inquinamento quale denuncia politica, sociale e ambientale.

In Piazza Santo Stefano a Bologna, dall’8 al 14 ottobre 1972, Gianni Sassi, direttore artistico della Fondazione Iris Ceramica e motore dell’intero progetto, affida a 26 artisti, il compito di disegnare l’orizzonte di una coscienza ecologica e raccontare altrettanti «modi di gestire una natura mutante».

Mario Ceroli, Ugo La Pietra, Armando Marrocco, Claudio Parmiggiani, Gianni Ruffi e il gruppo UFO realizzano alcune delle installazioni in Piazza pavimentata con diecimila piastrelle di ceramica che riproducono una zolla di terra, prodotte per l’occasione da Iris Ceramica. La stessa immagine è anche la copertina del disco Pollution di Battiato di quell’anno, che sempre lì si esibisce il giorno di chiusura della mostra.

Fu un’azione artistica rivoluzionaria senza precedenti, che aveva portato all’attenzione del pubblico il tema dell’inquinamento. Dopo 46 anni il testimone è raccolto dall’architetto Mario Cucinella che con i giovani di SOS School of Sustinability declinerà Pollution 2018.

E’ ai giovani professionisti dell’accademia di studi post-laurea SOS School of Sustainability, fondata a Bologna da Mario Cucinella, che è stato affidato il compito di declinare i temi di Pollution 2018. La metodologia adottata nel programma di studi e la visione olistica con cui SOS affronta i temi della sostenibilità, sono la base su cui costruire un progetto che integra educazione, ricerca e pratica professionale.

“Con Iris Ceramica Group ci lega una profonda comune visione sulla sostenibilità”, afferma Mario Cucinella, “azienda impegnata fortemente su questo tema sin dagli anni Settanta, con Pollution, per una nuova estetica dell’inquinamento e la pubblicazione di humus (1973-1975), quadrimestrale di cultura, strategia e tecnica della ceramica. Già in quegli anni la proprietà aveva una visione chiara sul rapporto della produzione industriale e l’inquinamento. Una visione che è rimasta nel DNA dell’azienda e oggi, dopo quasi 50 anni, ha trasformato questo problema in un’opportunità non solo economica ma anche ambientale. Il futuro sarà sempre più legato alla qualità delle materie, alla capacità che le materie avranno di svolgere un ruolo attivo nella riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2. Non solo una logica attiva ma di filiera di produzione”.

La sfida di Pollution 2018 è quella di indicare nuove strade per operare nei contesti urbani più fragili offrendo soluzioni tecnicamente adeguate, rispettose della stratificazione che li ha prodotti, e capaci di promuoverne la qualità ed il comfort ambientale.
La visione del futuro, l’evoluzione della percezione dei rischi legati all’inquinamento e alla necessità di ristabilire una relazione bilanciata tra uomo e natura, saranno gli elementi essenziali su cui si fonda l’evento, con un’attenzione particolare al punto di vista delle nuove generazioni, che hanno un rapporto immediato con la tecnologia, e guardano alla natura quale variabile dipendente dalle decisioni dell’uomo, o dalla sua mancanza di azione.

La riflessione che sta emergendo troverà sua rappresentazione nel centro storico di Bologna in occasione della prossima edizione di Cersaie 2018.