NATURALIA ET ARTIFICIALIA – DIMORA ARTICA @ Ca’ Marsala

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NATURALIA ET ARTIFICIALIA

Daniele Carpi, Giovanni De Francesco, Andrea Martinucci, Francesco Pacelli, Diego Soldร 
A cura di Dimora Artica

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๐ˆ๐ฆ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐š๐ง๐ญ๐ž: Per l’accesso agli eventi di Ca’ Marsala รจ necessario richiedere il braccialetto gratuito o registrarsi (nominativo + data/e desiderata/e) inviando mail a marsaladistrict@gmail.com o sul sito via form.

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Ci sono momenti speciali della storia in cui il tempo sembra seguire un ordine diverso ed imprevedibile, aprendo le porte ad ulteriori possibilitร  percettive. Per la loro esoticitร , alcuni oggetti agevolano queste occasioni di meraviglia, incontri imprevisti in cui la mente si perde, immersa in un visionario altrove, e nel contempo รจ maggiormente attenta, concentrata nellโ€™unicitร  di unโ€™esperienza fuori dallโ€™ordinario. รˆ con queste premesse che dal Rinascimento si sviluppano in tutta Europa le wunderkammern, luoghi privati che ospitano raccolte di oggetti stravaganti di diversa tipologia e provenienza, in cui il collezionista archivia la propria collezione di curiositร , mettendola in scena in una sorta di teatro da mostrare ad ospiti stupefatti. Gli oggetti tratti dalla natura e quelli creati dallโ€™uomo, che nelle wunderkammern sono definiti naturalia e artificialia, convivono nello stesso piano misto di sistematicitร  della raccolta ed empiricitร  delle libere associazioni. Nonostante le distinzioni, nelle camere delle meraviglie alcune forme naturali sono talmente bizzarre da sembrare frutto dallโ€™immaginazione mentre i prodotti artificiali riproducono la vita e il movimento grazie ad automi e macchinari dal moto perpetuo. Natura e artificio sono originati dalla medesima spinta creatrice, che si sviluppa nellโ€™attivitร  dellโ€™uomo come nellโ€™evoluzione della vita, generando una realtร  in divenire, costantemente in formazione.
La mostra curata da Dimora Artica presso Ca’ Marsala, abitazione situata nel centro storico di Bologna, si pone come occasione per riflettere sul rapporto tra opere dโ€™arte e ambiente privato. Le opere dialogano con gli ambienti della casa trasformata per lโ€™occasione in una wunderkammern contemporanea, in cui la tradizionale distinzione tra forme naturali e prodotti artificiali viene trascesa nellโ€™esperienza della meraviglia. Come in una collezione, i lavori degli artisti sโ€™inseriscono tra gli arredi dello spazio e in rapporto con essi, facendo dellโ€™ambiente domestico un luogo in cui si aprono delle metaforiche finestre sullโ€™altrove, occasioni di evasione e insieme di conoscenza del reale nella sua complessitร .

La produzione di Giovanni De Francesco (Bergamo, 1976) รจ legata ad un’idea di installazione che riprende lo stile della natura morta, in composizioni che mettono in relazione armonica elementi eterogenei, realizzati per mostrarsi in modo inatteso rispetto alle proprie specificitร  fisiche e tecniche. Partendo dalla rappresentazione delle forme della natura, la rimodulazione formale porta ad una realtร  addomesticata dall’artificio estetico, in cui l’ambiguitร  dei materiali si unisce alla seduzione delle rappresentazioni. Nelle opere intitolate Inseparabili, coppie di vasi di ceramica dai riflessi cangianti sono unite a stratificazioni di cemento e gesso colorato, sormontate da coralli marini.

Nella propria ricerca, Daniele Carpi (Chiavenna, 1976) segue un procedimento di accumulo e sottrazione che porta alla luce il costante confronto tra l’impermanenza della realtร  e l’astrazione delle definizioni. Accostando elementi eterogenei, Carpi assembla โ€œoggetti simboliciโ€ che comprendono insieme: stimoli percettivi instabili e regole di composizione, mutamenti imprevisti e punti di equilibrio. Le teste-paesaggio presentate a Ca’ Marsala fanno parte di una serie ispirata alla descrizione omerica della figura del Ciclope, visto da Ulisse come una montagna isolata.
Calchi di sassi sovrapposti, dipinti con colori vivaci e completati da pietre semipreziose, appaiono come enigmatici busti alieni.

Il lavoro di Andrea Martinucci (Roma, 1991) si articola come percorso trasversale, che unisce linguaggi diversi quali pittura, video, fotografia ed elementi digitali. Coniugando il proprio background in multimedia design e il forte legame personale e formativo con il mezzo pittorico, la sua ricerca piรน recente esplora la compenetrazione tra lโ€™immaginario digitale e lโ€™apparato estetico e normativo che definisce la pittura. Partendo dalla sovrabbondanza iconografica della contemporaneitร , Martinucci esplora lโ€™apertura delle immagini a ulteriori significati oltre lโ€™immediatezza della superficie. Nellโ€™opera intitolata 28012018.jpeg, Martinucci assembla dei dipinti e una luce neon che li attraversa. Il soggetto รจ formato da diverse immagini tratte dal web, che inserite nellโ€™opera vanno a formare nuove possibili connessioni semantiche.

Il lavoro di Francesco Pacelli (Perugia, 1988) pone in relazione elementi che attingono dall’immaginario collettivo e dalla sfera personale, stratificando molteplici riferimenti visivi per arrivare all’elaborazione finale di un’immagine. I temi affrontati fanno riferimento alla memoria e alla sua cancellazione, ai concetti di contraddizione e ambiguitร , al corpo umano, alla cultura popolare, al rapporto tra evoluzionismo e spiritualitร , permeati da sentimenti coesistenti di paura della morte e speranza per il futuro. I lavori esposti a Ca’ Marsala affrontano il tema della distorsione dell’elemento umano presentando visioni grottesche, ambigue e spiazzanti. Due piedi vengono uniti, incastrati per sempre attraverso la condivisione del primo dito generando appunto un’allucinazione, mentre il cranio sovradimensionato di un gigante con tre cavitร  oculari pone le basi per una riflessione collettiva legata al senso dell’agire contemporaneo in relazione all’incertezza di un futuro al tempo stesso attraente e spaventoso.

La ricerca di Diego Soldร  (Arzignano, 1981) รจ connotata da una costante riflessione sul lavoro, inteso come rapporto tra azione e prodotto, attraverso opere che esplicitano la stratificazione degli atti e dei processi fisici con i quali sono state realizzate. Si tratta di una gestualitร  ripetitiva di cui Soldร  sonda lโ€™ambivalenza tra calcolo e imprevisto, controllo razionale e libertร  espressiva della materia. Seppur meccanici, i gesti producono piccole differenze, scarti minimi valorizzati dallโ€™autore come segni dellโ€™imprevedibilitร  con cui la vita esprime la propria valenza creativa. I risultati dellโ€™agire umano vengono quindi ricondotti allโ€™interazione tra volontร  razionale ed agenti esterni non prevedibili come le condizioni ambientali, il caso, il destino. Nelle opere presentate a Ca’ Marsala, numerosi strati di colore vanno a formare grosse masse di materia ricoperta da un ultimo strato bianco, rendendo visibile il vivace cromatismo solo dai lati levigati o attraverso una rottura che spezza lโ€™opera in due pezzi uniti da una cerniera.

Ultimi accessi alle 21.00):

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