4MQ di Accà Vinerìa ospita: “BETWEEN EARTH AND SKY” di Marco Facchetti

Ogni luogo è caratterizzato da una storia propria della quale si trova testimonianza nelle tracce lasciate da chi o cosa quel luogo lo vive o lo attraversa. Essere in grado di individuare e leggere tali segni può portare ad una maggiore comprensione del territorio e dei fenomeni in esso presenti.
Il progetto proposto tende all’osservazione, all’ascolto e alla rappresentazione di un confine posto su un’asse verticale: il confine tra terra e cielo, ovvero la superficie terrestre.
Porzioni di carta porosa vengono fissate al suolo e viene loro concesso il tempo necessario per poter assorbire e registrare i segni lasciati sulla loro superficie. La faccia superiore registra i segni del cielo, mentre quella inferiore quelli della terra. I segni impressi non sono altro che la testimonianza del transito di animali e umani, identificano la presenza e il dinamismo di vegetazione e di materia
organica in generale, nell’arco di un determinato lasso di tempo.
L’intenzione di chi opera è quella di registrare una certa quantità di informazioni relative al confine considerato e restituire una mappa che ne descriva determinati caratteri, normalmente non percepibili ad occhio nudo, trascendendo i codici convenzionali tipici delle carte che descrivono un territorio.
Il confine individuato viene quindi interpretato attraverso filtri che hanno forti connessioni col territorio stesso come le relazioni sociali, le influenze culturali e storiche, l’ambiente e il clima specifico carico del suo bagaglio vegetale e animale.
Questo particolare processo di mappatura vuole proporre misure che riflettano gli aspetti fantasiosi, magici, simbolici e intangibili delle dinamiche naturali e umane insieme. L’intenzione non è quella di polarizzare l’aspetto tecnico-strumentale e quello poetico, ma piuttosto individuare nuove forme di
scambio tra loro.
La connessione con il territorio esplorato è intima e reale, poiché è il territorio stesso ad esprimersi attraverso le tracce lasciate sulla carta. L’atto di mappatura che segue la registrazione dei segni, è un’interpretazione soggettiva di ciò che viene osservato sulla superficie porosa, unito al vissuto personale, esperienze, emozioni, sensazioni, intuizioni, sperimentato in prima persona durante le frequenti visite in sito.
Penso al confine naturale e artificiale come ad un luogo estremamente dinamico, mobile, elastico e permeabile. Vitale, in quanto pieno di vita. Tutto sta nell’identificare la scala giusta e i tempi di osservazione. Questo particolare processo porta alla realizzazione di mappe che non descrivono uno
spazio tangibile, ma piuttosto scenari intimi, sussurrati attraverso il tempo, profondamente legati a quello stesso spazio e alle dinamiche che lo attraversano.

Marco Facchetti 

Dopo aver studiato Architettura del Paesaggio all’Università di Genova ha conseguito un Master in Landscape Architecture presso il Writtle College nel Regno Unito. Lo studio ed il lavoro lo hanno portato a viaggiare e vivere in diversi paesi tra cui Danimarca, Inghilterra, Francia, Marocco e Germania.
Nella sua personale ricerca artistica particolare accento viene rivolto al paesaggio in qualsiasi sua forma ed espressione. L’attenzione viene inoltre posta alla percezione dello spazio e al desiderio di controllo che l’uomo proietta su di esso. Particolare interesse viene rivolto al concetto di confine come luogo di separazione, distinzione, e allo stesso tempo territorio d’incontro e scambio.

Ha partecipato a numerose esposizioni in Italia e all’estero. www.marcofacchettiart.com

www.accavineria.com